1) Com’è nata l’idea di Pride- il tuo orgoglio?
Prima di lasciare la scuola volevo fare il fumettista, volevo comunque trovare un modo per
raccontare quelle mille storie, quei piccoli mondi, che si creavano nella testa. Era il 2018
quando ho pensato alla bozza dell’intera trama di “Pride- Il tuo orgoglio”: doveva essere una
storia totalmente diversa, non così matura e profonda come lo è il prodotto finale. Però,
durante quell’anno, ho capito che ci sono tante cose per cui vale la pena lottare, tante
sfumature dell’orgoglio e dell’essere umano che non potevano restare nascoste.
Insieme al romanzo anch’io sono cambiato, cresciuto, maturato. Perché, nel scrivere i
personaggi, nel studiare le loro azioni e la loro psicologia, mi sono ritrovato spesso fuori
dalla zona di conforto: tutti abbiamo paura di non fare abbastanza, di non essere qualcuno,
di non essere ricordato. Di vivere in un mondo dove si è praticamente da soli, e abbiamo
paura -spesso e volentieri- di compiere un’azione che si trasforma in egocentrico puro. Ma,
secondo me, solo uscendo dalla nostra comfort zone possiamo capire di che pasta siamo
fatti.

2) Quanto c’è di te nei tuoi protagonisti?
Spesso dico che nei personaggi non c’è niente di me, di quel che è la mia persona. Alcune
volte mento, alcune volte dico la verità: le persone, come ogni cosa, sono complicate da
capire.
Come detto sopra, tutti abbiamo paura di qualcosa, tutti abbiamo dei sentimenti e dei
rimorsi.
Quando ho scritto i personaggi non ho fatto altro che mettere un po’ di quelle mie paura in
loro, ma anche di creare uno specchio dove si potesse intravedere la realtà, la società che ci
circonda, e di rendere quei personaggi più realistici possibili, così che tutti si possano
rispecchiare in loro

3) Se dovessi scegliere tra i personaggi dei tuoi libri, qual è quello che ti è piaciuto
maggiormente scrivere? E quello più odiato?
Martino, lui è il mio personaggio preferito, e non è nemmeno il protagonista. Il ragazzo,
nonostante viva in un mondo privo di arte, di libertà e diritti, non ha mai perso il suo
sarcasmo, il suo umorismo. Perché ha capito che non sarebbe servito a nulla abbattersi, a
chiudersi in se stesso, poiché non è così che le cose cambiano.
Però, come tutti, anche lui nasconde dei lati che difficilmente qualcuno può vedere, e si
renderà conto di come -alcune volte, anche inconsciamente- la sua persona metta in
discussione la propria morale e il compito a cui è stato assegnato.
Invece, per rispondere all’altra domanda, non ho un personaggio che ho odiato, ma forse
verso tutti provo un po’ di rabbia. Nel senso, hanno compiuto le loro azioni e ne hanno
pagato le conseguenze, ma sono arrabbiato perché le cose potevano andare diversamente.

4) Come mai hai scelto di affrontare una campagna di crowdfunding per pubblicare il
tuo libro?                                                                                                                                  Ho scelto la campagna crowdfunding perché c’è un po’ di Pride in questo: mi piace l’idea
che tutti debbano dare una mano per raggiungere un obiettivo, così da sentirsi partecipi
della cosa. Lo so, non è la via più facile, ma credo che solo insieme potremmo farcela.

5) Come descriverti in sole 4 parole Pride- il tuo orgoglio? È difficile, davvero; ma credo “Orgoglio, rimpianti, paura e libertà.”

6) Ci sono lavori futuri già in programma a cui stai lavorando? Ora come ora non lo so: ho tanto altro da raccontare, e in testa si creano mille storie che
non aspettano altro che essere scritte. Ma non vedo il bisogno, oppure non né colgo i
messaggi, come è stato con Pride – Il tuo Orgoglio.

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