Buongiorno cari lettori, oggi partecipo al Review Party per Mondadori sul libro “Le ragazze della libreria Bloomsbury” di Natalie Jenner.

È il 1949 e Londra guarda con fiducia alla ripresa economica del dopoguerra. In Lamb’s Conduit Street, nel centro della città, la libreria Bloomsbury sembra ancorata saldamente al passato: gestita con piglio severo e conservatore dal direttore Herbert Dutton, è organizzata secondo cinquantuno regole inviolabili e una gestione tutta al maschile che non dà alcuno spazio alle tre straordinarie commesse che ci lavorano. Vivien è rimasta sola dopo che il fidanzato è stato ucciso in guerra, e la sua vita è resa ancora più complicata dall’insopportabile spocchia di Alec McDonough, responsabile del reparto narrativa. Grazie al lavoro in libreria, Grace mantiene la famiglia, barcamenandosi tra l’esaurimento del marito, il senso del dovere e i suoi sogni irrealizzati. Evie è l’ultima arrivata: tra le prime donne a laurearsi a Cambridge, si è vista negare un ruolo accademico in favore di un collega – maschio – meno promettente di lei. Tre donne brillanti e intraprendenti che hanno la strada continuamente sbarrata da uomini meno capaci e più arroganti di loro. Finché un improvviso malore del direttore e il ritrovamento di un prezioso libro non forniscono l’occasione per un radicale e fantasioso cambio della guardia. Attraverso il microcosmo della libreria Bloomsbury, Natalie Jenner parla del magico potere delle donne e di come, oggi non meno di allora, faticano a farsi largo in ambienti ritagliati a misura d’uomo. E racconta gli atti rivoluzionari di cui è capace il sodalizio femminile, senza dimenticare mai il potere dei libri e della letteratura che, come un filo prezioso, tesse una rete indistruttibile di conforto e sicurezza.

Pagine: 348

Editore: Mondadori

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Voto: 3/5

Quando il romanzo storico incontra il romance, ero molto fiduciosa su questo libro, mi aspettavo davvero tanto ma purtroppo, seppur in parte, sono rimasta delusa. Uscito il 12 luglio per Mondadori, Le ragazze della libreria Bloomsbury è ambientato dopo la seconda guerra mondiale a Londra. La libreria è il punto focale di un cambiamento lavorativo e personale delle nostre protagoniste che rappresenteranno poi una macro categoria.

Gli uomini combattono mentre le donne hanno iniziato a lavorare, ma senza mai avere i giusti riconoscimenti. Alla libreria si andranno a interfacciare e confrontare diverse storie, quelle di Vivienne e Grace, tra queste. La prima sogna di diventare una scrittrice, la seconda è una madre di due figli.

Alla figure delle due donne vengono contrapposte quelle di due uomini, Alec e il marito di Grace. A loro si aggiungerà un’altra donna, Evie.

Discriminazione femminile e prima luce di emancipazione, “Le ragazze della libreria Bloomsbury” è un ottimo libri per gli amanti del genere. Seppur con un inizio molto lento e introduttivo che non invoglia molto il lettore a farsi forza e continuare la lettura. Quasi alla fine, le ultime 150 circa il romanzo prende una piega diversa, diventa più chiaro e scorrevole.

Un romanzo molto descrittivo ma che permette una visione d’insieme che per i lettori più affezionati non può che far piacere.

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