Buongiorno cari lettori! Oggi parliamo di “Mirror: il mio più grande nemico” di Alisia Lupiani.

Perché i canoni di bellezza sono così alti? Perché non possiamo desiderare di essere come i vip, che appaiono bellissimi nelle loro foto postate sui social network? Quante volte ci siamo posti queste domande?

Cindy è una ragazza di diciannove anni che lotta contro gli insulti che le vengono sputati addosso ogni giorno. Quando va a scuola, rivive le emozioni negative di un amore che l’ha devastata profondamente. A casa, ha un padre che la fa sentire una nullità, quando si chiude nella sua stanza, i ricordi, di una felicità ormai smarrita, vengono a galla. Non ha nulla da invidiare agli altri, ma è troppo debole per reggere il peso della società in cui vive. Odia guardarsi allo specchio, lo vede come un nemico che non può sconfiggere. Un giorno, dopo essere stata denigrata per l’ennesima volta a scuola, torna a casa e decide di affidarsi alla sua migliore amica: la fiaschetta di Whisky. Spinta dalla rabbia, deciderà di prendere a calci e pugni l’unica superficie riflettente presente in camera. Troverà la calma solo il mattino seguente, quando si risveglierà. Noterà subito un cambiamento drastico, nulla sarà più come il giorno precedente. Attorno a sé e ai suoi occhi, sembrerà tutto perfetto e giusto. Comincerà a credere che, il suo esagerato approccio all’alcool per annegare il dolore, abbia acceso un campanello d’allarme nella mente di chi, fino al giorno prima, la denigrava.
Sarà tutto vero o si rivelerà solo un sogno?

Pagine: 467

Editore: Publishing flower

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Voto: 4/5

Quando ho iniziato il libro mi sono subito immersa nella lettura, seppur con una penna ancora un po’ acerba Alisia descrive molti temi delicati con estrema cura, cercando in tutti i modi di non snaturarli. Lo stile è quello di wattpad, cercare alla fine di ogni capitolo di lasciare il lettore senza le risposte che gli servono così da aspettare il prossimo capitolo da leggere. Su un libro già interamente stampato, ho trovato questa scelta, di mantenere in questo modo i capitoli un po’ fastidiosa. Certo, così invoglia il lettore a continuare, ma dopo cinque o sei capitoli di momenti smorzati ha iniziato un po’ a pesarmi e così ho iniziato a leggerlo in un altro modo, dando a ogni capitolo uno stacco di qualche ora. Così facendo l’ho terminato tranquillamente, con la curiosità giusta e facendo caso a ogni avvenimento.

Avvenimenti che all’inizio potrete trovare sconclusionati e senza senso, soprattutto alcuni comportamenti della nostra protagonista che non lo nego spesso era da prendere a capocciate, non che James sia da meno ma è il solito bad boys nei romanzi rosa e wattpadiani. I triangoli non mi piacciono quasi per nulla, in questo libro invece l’ho sopportato, soprattutto dopo aver letto la conclusione e ogni pezzo è andato al suo posto.

Il dolore, il lutto, quanto questo può influenzare la nostra vita? Molto o poco? Queste domande sono state affrontate all’interno del romanzo, la nostra protagonista ha perso la sua migliore amica, uccisa in una rapina dove c’era anche lei. Potete immaginare il dolore, il senso di colpa, che non ho colto al cento per cento in tutto il romanzo, inizialmente era una cosa che davvero non sopportavo e lo stavo anche criticando. Ma, ripeto, alla fine ho compreso ogni cosa.

Non è un libro da lasciare a metà per capire il suo valore si deve arrivare fino alla fine.

Spero che l’autrice continui a scrivere e si migliori, questo volume è un piccolo trampolino di lancio.

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