Buongiorno cari lettori oggi parliamo di “Soleil Bleu: l’isola del segreto” di Mjla Phoral.

Trama:

È il 1700, pirati e intrepidi bucanieri sono inarrestabili sui sette mari.
Quindici uomini sulla cassa del morto, bevono e cantano yo-ho e una bottiglia di rum!
Tra i filibustieri più audaci una giovane dai capelli scarlatti e gli occhi più blu del mare cerca vendetta, un viaggio che la porterà ai confini del mondo conosciuto.
Una ciurma di vili e corrotti dai tesori arraffati in tutt’altro che nobili avventure, un capitano spietato e senza scrupoli che si è innamorato del tramonto, una fanciulla la quale è pirata per ambizione e un esploratore che salpa senza meta.
E poi, poi il connubio che unisce il Sole e l’oceano negli occhi di due giovani condannati dai loro padri.
Nemici, dunque stravolti dalla passione più voluttuosa della Luna, la quale piange lacrime in forma di donne dal canto soave: creature degli abissi.
Una profezia, un viaggio oltre l’orizzonte e un turbinio di emozioni, intrighi e menzogne.

  Pagine: 466

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Voto: 4,5/5

Recensione:

Ma quando esce il secondo? Diciamo che l’autrice non può di certo lasciarci in questo stato ansiogeno… La storia mi ha dato molto le vibes di “I pirati dei caraibi” e anche alcune scene presenti nel libro me lo hanno ricordato, ora non so se voluto o meno ma questa cosa mi ha fatto impazzire ancora di più.

Si capisce, dunque, che parliamo di pirati. La nostra protagonista, Coraline è la figlia dell’ex capitano della Soleil Bleu. Lei e un belloccio dal nome Damian Dark sono alla ricerca dello stesso tesoro.

Partirà un vero e proprio viaggio, per mare e per terra verso il confine del mondo. Viaggio che sarà facile? Assolutamente no! Maledizioni, sirene e chi più ne ha più ne metta.

Avevo fiutato un certo enemies to lovers in queste pagine e avevo ragione, anche se poi due personaggio, più uno femminile direi, mi ha davvero fatto arrabbiare, rischiando di compromettere le mie ship mentali.

Ora, la scrittura dell’autrice è molto particolare, mi piace molto come alterna le parti descrittive ai dialoghi più leggeri. Mi piace anche come aggiunge e arricchisce via via il racconto con nozioni del lessico “pirata”. Allo stesso tempo non sono certa che alcune imprecazioni siano usate nel 1700, ma tralasciamo. Altro aspetto che mi è piaciuto è stato quello di inserire frasi in varie lingue (tranquilli, ci sono le traduzioni) che mi hanno fatto immergere completamente nella lettura.

I colpi di scena non si sprecano in questo volume, rimarrete sicuramente attaccati ora dopo ora a questo libro. Consigliato!

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