Buongiorno cari lettori! Eccoci qui oggi con una nuova recensione, parliamo di “Fusione e futuro” di Jacopo Stante.

Trama:

Anno 2047. Robert sta per raggiungere i suoi obiettivi aziendali e sposare Chiara. Conosce Riccardo, chef, che teme che la qualità della sua cucina peggiori di anno in anno a causa dei duri colpi inferti all’ambiente. Quando salgono insieme sullo stesso aereo alla volta delle campagne in California, non possono immaginare che giungeranno in realtà sul pianeta Blaze e che quella strana e inaspettata esperienza possa tradursi nel rischio di non poter riabbracciare mai più i loro cari. Riusciranno a capire qual è davvero il loro impatto sul pianeta, a superare l’esame di umanità che gli verrà proposto da un certo chef Pascal e a tornare alle loro vite? I tempi scorrono sul pianeta Terra controllato dalla Polizia Sanitaria e diviso in zone ricche e protette e zone insicure esposte ai cambiamenti climatici. Un romanzo, un manuale, per esorcizzare la paura dell’estinzione con la scoperta della nostra più grande capacità, quella di essere umani e di conoscere l’amore.

 

Pagine: 321

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Voto: 3,5/5 

(Il mio voto è stato influenzato anche dall’impaginazione e dalla copertina del libro)

Recensione: 

Un piatto non soddisfacente, alimenti di bassa qualità a causa della carenza e all’aridità dei terreni. Può questo portare alla creazione di una storia in bilico tra romanzo e ambientalismo? Jacopo Stante ci riesce. 

I nostri protagonisti sono Riccardo e Robert, loro decideranno di intraprendere insieme un viaggio, ma non è di certo quello che si aspettavano. Infatti i due finiscono sul pianeta Blaise, incontrando un altro personaggio particolare, ovvero lo chef Pascal.

Da qui in avanti il viaggio si complica e diventa qualcosa di più una ricerca, la scoperta di alcune consapevolezze che prima i due non avevano pensato. Mentre i due sono su questo mondo, sulla Terra Chiara e Paola sono unite per affrontare la loro scomparsa. 

Questo saggio mascherato da romanzo di fantascienza spinge il lettore ad aprire gli occhi sulle piccole scelte che si compiono nel quotidiano e che possono fare la differenza se rese più “sostenibili”.  Ma il libro apre molti spunti di riflessione, dalla sanità all’arte. Potrebbe sembrare per certi versi un vero e proprio manifesto sovversivo.

Nel retroscena una storia coinvolgente e ben strutturata che terrà il lettore piacevolmente coinvolto.

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