Buongiorno, iniziamo la settimana con una super lettura ovvero, “Life/Death” di K. P. Twins.

Trama:

Mikeal è uno studente della TechnoMedics High School di Urania con la passione per le gare di auto supersoniche, virtuali e non… e una misteriosa voce nella testa.

I suoi genitori sono preoccupati, la voce lo fa sentire diverso da tutti gli altri, ma come un copilota invisibile, lo rende anche un asso a bordo della sua auto-razzo e nelle interrogazioni. Almeno finché il Fàrmakon, l’ultima malattia mortale rimasta sul pianeta, non allunga i tentacoli sul ragazzo per trascinarlo in uno stato in bilico tra la vita e la morte.

È così che Mikeal finisce in un mondo oltre il mondo, e si ritrova di fronte un gigantesco drago piumato. Con l’aiuto di vecchi e nuovi amici, dovrà lottare per la propria anima e per la propria pelle. Ma nel viaggio a cavallo tra il mondo della vita e quello della morte, alle prese con prove, rivalità e primi amori, scoprirà che nulla è come appare.

E che anche la più grande paura può trasformarsi in un dono.

Pagine: 272

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Voto: 5/5

Recensione:

Un libro scritto a quattro mani ma che mi ha dato l’impressione di essere stato scritto da un’unica persona, ovvio gli autori sono gemelli ma questo penso vada anche fuori dalle solite dicerie.

Il nostro protagonista, Mikael è un ragazzo a dir poco speciale, lui sente una strana voce, sempre presente, ma che gli altri non possono sentire. Questo rende irrequieti i suoi genitori che cercano in tutti i modi una cura.

Poi succede qualcosa, prima la sua vita era sempre divisa tra la scuola o le gare con le auto-razzo e poi puff, una malattia e l’essere sospesi tra la vita e la morte. Questo stato lo porta a conoscere altre persone, in un universo mistico. Tralasciando tutte le varie citazioni nerd, i vari riferimenti a film e libri del genere sci-fi che ho sottolineato ogni volta che ne avevo l’occasione la storia si sviluppa lineare e coerente.

Penso che dire altro su questo libro possa essere riduttivo, mi sono messa seduta un pomeriggio e l’ho divorato, perdendo la cognizione del tempo, come se stessi giocando a un videogioco.

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