Buongiorno cari lettori, nuova recensione! Oggi parliamo di un libro con un grande potenziale “Blood Pink” di Gianluca Celentano.

Trama:

Una città della Puglia. Foggia. Non quella che si potrebbe immaginare.. La Foggia segreta, nascosta, un luogo orribile e mostruoso… Intrappolati in un’acquatica dimensione onirica quasi surreale, uno spazio… occulta misteri macchiati di sangue avvolti da toni di rosa, glassati dalla zuccherosa ricerca della bellezza e della perfezione. Si ha la sensazione di un tempo sviluppato in flashback.

Un tornare indietro, trovando cosa? Errori di codifica, bug impastati di dolce, vellutata sensualità, alla ganache di cioccolato su indigesti ricordi. Una di quelle storie che non esistono… Ma che si avvertono, assaporandole lentamente.

Pagine: 498 pagine

Prezzo: 18,50

Voto: 3/5

Recensione:

Potrei riassumere il tutto con una parola: SPERIMENTALE.

Il ché è vero, il romanzo, un miscuglio di vari generi sembra proprio affacciarsi in un panorama letterario senza precedenti, anche se abbiamo diverse sfaccettature già conosciute.

La tematica e la struttura è a mio parere molto ambiziosa, con gli accorgimenti giusti sarebbe stata una lettura nettamente superiore. L’idea, i personaggi, i dialoghi, ogni cosa sono ideate alla perfezione, la scrittura a volte pecca un po’ cedendo in alcune scelte che personalmente non amo trovare in un romanzo, tra queste ci sono pagine e pagine di versi, poteva bastare anche solo una pagina, era chiara al lettore la situazione in cui si trovava.

Mi ero ripromessa di non parlare della struttura del romanzo, perché ogni volta succede che viene screditato e a volte non messo in risalto come si deve il testo. Però questa volta è necessario, perché tutti e ripeto tutti i problemi del romanzo sono dovuti a una grandissima carenza di editing, correzione di bozza, ma semplicemente una rilettura generale dell’opera per tagliare, sistemare e rendere il tutto più omogeneo e piacevole al lettore, senza che si venga sballottolati da una parte all’altra. I passaggi dovevano essere necessariamente meno meccanici, più fluidi, vista anche la difficoltà del genere proposto.

Il romanzo è diviso principalmente in due macro parti, una prima parte molto scorrevole, chiara e una seconda dove vengono disseminati gli elementi essenziali al lettore per collegare i punti e vedere davanti agli occhi il quadro completo.

In conclusione, posso fare i complimenti all’autore per l’idea che ha portato una ventata di aria fresca. Spero di leggere presto altro.

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