Buongiorno cari lettori! Ecco qui la recensione per il libro di Gabriel Sevrin “De Opale Raptus”.

Trama:

Per l’apprendista bibliotecario Francesco Caldomartello sembra un giorno come tanti altri: l’ostilità dei compaesani nei confronti di un sospetto eretico come lui, il ritardo al lavoro condito dall’immancabile ramanzina da parte del vecchio e burbero bibliotecario Gugliemo Scudieri e un’infinità di noiose mansioni da svolgere tra gli amati libri. Tuttavia, quell’agrodolce quotidianità non è destinata a durare: l’Inquisizione è stata sguinzagliata alla ricerca di eretici tra la popolazione e, proprio quel giorno, un misterioso individuo sta consultando i volumi della bibilioteca. L’identità del visitare sconvolge profondamente il bibliotecario, ma ciò è solo il preludio del folle viaggio il cui il giovane Francesco verrà trascinato.

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Pagine:568
Voto: 3/5

Recensione:

Sarà che nonostante la tematica fantastica ci sia anche un pizzico di romanzo storico a farmi storcere un po’ il naso per i miei gusti personali, sarà stata la grande quantità di descrizioni e di personaggi, saranno stati refusi e alcune cose che non mi sono andate molto giù, ma il romanzo per me è un Nì.

Parto subito, il mondo creato ha catturato la mia attenzione, mi ha in qualche strizzato l’occhio. Ho iniziato la lettura pensando a qualcosa del tipo “The Librarians”, poiché il nostro protagonista è bibliotecario. L’ambientazione Medievale, è ben strutturata.

Procedendo con la lettura si svela il genere fantasy, parte che mi ha travolto maggiormente oltre alla presenza di alcune creature magiche che conosciamo. Tutto ciò ha reso la lettura un po’ più scorrevole. 

Nonostante la mole di pagine, le descrizioni e i personaggi innumerevoli mi hanno costretto diverse volte a  tornare indietro e rileggere il capitolo o qualche frase per ritrovare il filo del discorso. Purtroppo ho riscontrato un eccessivo utilizzo di punti di sospensione, oltre che una cosa che ribadisco ormai troppo spesso, le parole in maiuscolo per esprimere stati d’animo.

UCCIDIAMOLA!!!

Il problema maggiore per me, durante la lettura sono stati i pensieri in corsivo che spesso sono intrusivi e poco conformi alla narrazione.

Chissà, magari questa sfuriata mi ha aiutato a guarire e a tornare sobrio!

La scrittura è ancora acerba a mio parere, ma non si può far altro che migliorare.

Nonostante questi piccoli accorgimenti, spero di leggere il seguito.


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