Buongiorno cari lettori, eccomi qui una nuova recensione! Oggi parliamo di “Cronache di un Mesotes” di Alberto Grandi.

Trama:

 Leon, un giovane praticante di arti marziali, viene scelto per unirsi a un grande esercito composto da diverse specie aliene, contro un nemico comune: il Portatore. Durante il suo viaggio conoscerà diverse figure importanti, dalle imponenti e guerriere Cheimatos, ai piccoli e ingegnosi Psykines, ognuna pronta ad insegnargli qualcosa. Dovrà addestrarsi ed essere pronto a combattere il famigerato esercito nemico mentre imparerà a confrontarsi con il più grande avversario della sua vita… Se stesso. Un viaggio avventuroso e introspettivo che lo porterà a visitare i più disparati mondi, da un morente imperialismo romano, al classicismo greco, passando per la libertà piratesca e la tecnologia psykines. In un percorso interiore verso la battaglia più difficile di tutte, quella per conoscere se stessi e migliorarsi.


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Pagine: 207
Voto: 2,5/5



Recensione:

Iniziamo subito, schietti e senza peli sulla lingua, questo libro, almeno per la versione digitale è un muro di parole. Soprattutto se in digitale, pretendo spazio tra le frasi, il mio occhio ha bisogno di staccare con dei pezzi di pagina bianca. 

E’ necessaria una rilettura più approfondita, ci sono spesso alcuni refusi, errori grammaticali, a volte di sitassi e punteggiatura. 

Ritornando al muro di parole, diciamo che le frasi molto lunghe anche nei discorsi che dovrebbero essere brevi e incisivi mi hanno appesantito di molto la lettura. Nozioni di filosofia interminabili, il più delle volte.

Il romanzo racchiude diverse culture: quella romana-greca, il mondo odierno ma non mancano accenni al cinema e alla letteratura fantascientifica.

Il nostro protagonista viene reclutato dalla specie aliena per lottare contro un nemico comune a tutte le razze:  il Portatore. Personalmente mi ha lasciato un po’ titubante, ne avevo letti  diversi con questa tematica…

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La nota che più mi ha incuriosito è stata la scelta dell’autore di iniziare ogni capitolo incitando il protagonista a svegliarsi, sarà per la lotta che stava vivendo o per la sua crescita interiore? 

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L’originalità di incastrare due mondi molto distanti tra di loro: filosofia e fantascienza merita davvero un elogio. 

E’ un libro che non è per tutti a mio avviso.


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