Un piccolo libro che racchiude così tante emozioni da farti sentire in subbuglio il cuore, le lacrime faranno capolino sul tuo viso e ti ritroverai a fine libro con la voglia di iniziarlo ancora.

Non mi bastano però queste parole per parlarvi del romanzo di Livy Former “Il serpente e la farfalla”.


Trama:

Ti ho detto di guardarmi…” ora il tono dell’uomo ha un che di minaccioso. Solleva lo sguardo lentamente per incontrare quello di lui lucido e fisso, tutt’altro che rassicurante. Avverte una sottile paura, lo stomaco si contrae, il sangue pare perdere impulso e calore, il respiro le si blocca in gola. Ma è l’anima a restringersi, ad accartocciarsi ancora un po’ su se stessa. Alice ha quasi quattordici anni, una mamma in carriera e una vita apparentemente serena. In realtà da quando tre anni prima è entrato nella sua vita Federico, il nuovo compagno della donna, le cose sono cambiate prima in meglio, lei ha un papà da amare come ha sempre sognato, poi in peggio perché quest’uomo meraviglioso e divertente inizia a insidiarla.


Pagine:158
Prezzo:12,90 euro
Voto: 5/5 Consigliatissimo



Recensione:

L’autrice ci racconta la storia di Alice, una giovane ragazza di quattordici anni che, dopo aver raccontato tutto alla sua migliore amica, Viviana decide di andare via di casa, quel posto che per lei non è più un posto sicuro ma un vero e proprio incubo.

In certi casi starsene zitti è sempre la scelta migliore

L’introduzione è da togliere il fiato, ti cattura sin dalle prime righe, ti spinge a continuare. 

La madre, dopo la perdita di suo marito nonché padre della ragazza pensa di aver ritrovato l’amore della sua vita e la felicità. Federico, così si chiama quell’uomo che sembra l’uomo perfetto ma per Alice è soprannominato “muthafucka “.

La donna è così impegnata a lavoro, sono poche le volte che passa in casa con sua figlia, quella giovane ragazza che sta diventando una donna a causa di alcuni avvenimenti che lasceranno senza parole anche voi. 

“Non ci devo penare devo guardare avanti…”

I capitoli si susseguono tra i pensieri di Alice e quelli del “muthafucka” che pian piano rendono al lettore molto chiaro il quadro della situazione.

Ecco la ricompensa che le viene. Vatti a fidare delle persone che ami, col cavolo che ricambiano la tua dedizione.

Alice si trova quindi lontano da casa, va a cercare rifugio nella vecchia abitazione della nonna ormai morta. La ragazza ormai è allo stremo delle forze, impaurita, affaticata e la fame le attanaglia lo stomaco oltre a quei pensieri che a volte le si insinuano nella mente. 

Ma una donna, Emilia, la aiuterà a nascondersi da quel demone e dalla sua famiglia, ha paura di parlare, di dire quello che le era successo, convinta che le sue parole non verranno ascoltate. Questa è la stessa paura di molte donne vittime di molestie. 

Emilia oltre a farle da madre in quel periodo è un’amica, una confidente, la aiuterà a denunciare quello che ha vissuto e solo leggendolo potrete scoprire come la storia della nostra Alice ha fine.

Questa è una storia che ritroviamo purtroppo troppo spesso sui giornali o alla televisione. Un climax di emozioni che ti si insidieranno dentro la pelle, a volte mi sono sentita come Alice, chiusa al freddo, da sola e con la voce che ti muore in gola.

E’ un libro da recuperare assolutamente, consigliatissimo.

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