Buongiorno cari lettori, oggi parliamo del romanzo di Giovanni Lamura, ho già avuto modo di collaborare con lui.

Trama:

È sempre troppo facile gettare fuoco e poi fuggire, tra le macerie, alla ricerca di quanto ancora è rimasto in piedi.Ci vuole sentito coraggio per rimanere tra le fiamme e ancora custodire in petto la speranza che tutto possa prendere una diversa forma.La società, l’anima, lo spirito hanno bisogno di risorgere, più che combattere strenuamente una guerra che non ha possibilità di essere vinta perché manovrata da delle leggi che per noi sono ancora inconcepibili.C’è stato odio nel passato nei confronti della società che sottrae aria. Ora c’è compassione, perché il mondo ha bisogno di cambiare mira e ha bisogno di rinascere.Dalle fiamme laviche si genera fertilità, sorge il seme della vita. Dalle ceneri del mondo sorge la fenice di vita, la romantica essenza di chi raccoglie quanto rimasto per donare nuova luce ad ogni nuovo battito di ali.La fenice racchiude in sé la fiamma distruttrice che al tempo stesso rinnova, fiorisce, sorvola e combatte.La fenice ricorda bene l’odio e i dolori e utilizza questi per spingersi sempre oltre, perché se c’è una benzina che alimenta sempre, ebbene questa è il dolore.Il dolore deve essere luce, più che oscurità. La paura della perdizione deve essere la spinta al virtuosismo e non un macigno.Bisogna splendere, digrignare i denti e sognare il volo caldo del giorno nuovo.

Prezzo:11,99
Pagine: 130
Voto: Bello 4


Recensione:


Avevo già letto e apprezzato la scrittura di Giovanni, in questo libro ci sono diversi argomenti che si vanno a incrociare, una vera e propria critica alla società odierna. 


Partiamo dalla sua analisi sulla politica, l’autore si ritrova a criticare la nostra epoca, oltre che la democrazia rivelando il suo sentimento ostico, vedendo tutto ciò non come un amico ma come un nemico da affrontare e sconfiggere. 

Come avevamo già visto nel suo precedente romanzo, osanna anche in questo, la forza dell’amore e dell’amicizia ma anche in questa bipartizione avrà da ridire.

L’autore ha, come avevo già notato e ora confermato, un senso critico basato su una conoscenza molto ampia e profonda, per certi versi, la facoltà che ha frequentato ovvero “Scienze politiche” può aver influito, dico questo per il semplice fatto che anche io seguo lo stesso percorso di studi e mi sono ritrovata molte volte con i suoi pensieri mentre leggevo il romanzo.

Una lettura che non è per tutti, a mio parere se non siete ferrati in questo tipo di genere, consiglio una rilettura.


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