Buongiorno cari lettori, oggi parlo del romanzo di Chiara Gamberale.


Trama:

Mandorla è la bambina felice di una ragazza madre piena di fantasia. Maria, la mamma, lavora come amministratrice d’immobili e ha lo speciale dono di trasformare ogni riunione condominiale in toccanti sedute di terapia di gruppo. Quando un tristissimo giorno Maria muore cadendo dal motorino, i condomini di via Grotta Perfetta 315, quelli che più le volevano bene, scoprono da una lettera che proprio nel loro stabile la piccola Mandorla è stata concepita… ma su chi sia il padre, la lettera tace. Proprio perché con tutti Maria sapeva instaurare un legame intenso, nessun uomo tra i condomini si sente sollevato agli occhi degli altri dal sospetto di essere il padre di Mandorla. È così che verrà presa la decisione di non fare il test del dna su Mandorla, e stabiliscono di crescere la bambina tutti assieme. È questo il fatale presupposto di una commedia umana che, con l’alibi del paradosso, in realtà ci chiama in causa tutti. E mentre, di piano in piano, Mandorla cresce, s’innamora, cerca suo padre e se stessa, ci si avventura con lei verso rivelazioni luminose e rivelazioni scomode, si assiste a nuove unioni e a separazioni necessarie. L’autrice costruisce attorno al cuore pulsante della sua protagonista un romanzo corale dove i grandi archetipi si mescolano agli struggimenti contemporanei, la verità e la menzogna cambiano continuamente di segno per dare vita a una voce fresca e profonda, che condurrà, fiduciosa soprattutto dei suoi dubbi, verso un finale sorprendente.


Recensione:

Da amante della scrittura della Gamberale non potevo perdermi questo suo romanzo, ma purtroppo non è stato molto di mio gradimento.

Non ho mai avuto tanta difficoltà nel leggere e capire lo stile della Gamberale, ma in questo caso per diversi motivi la lettura non è proseguita fluida e semplici come è successo invece con altri suoi romanzi. Lo stile è solito dell’autrice, ironica a tratti che ti permette di ragionare e che ti incastra inconsapevolmente una morale. 

Il romanzo viene suddiviso in piani, per far sì che la protagonista passi in ogni piano durante la sua vita. 

I personaggi però sono fantastici, sono tridimensionali, quasi prendono vita, respirano tra le pagine. Ci sono molti colpi di scena che permettono di proseguire con piacere la lettura nonostante qualche momento che ti fa storcere un po’ il naso. Le descrizioni sono piene e pertinenti, non rallentano la lettura.

Non è uno dei libri della Gamberale che più mi è piaciuto e per questo è agli ultimi posti della classifica, ma consiglio ugualmente una lettura, mai dare per scontato, in bene e in male.


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