Buongiorno cari lettori, oggi parliamo del romanzo di Antonino Geraci “Le cose che ti capitano di nascosto”

Trama:

Fabio ha dieci anni, è introverso ma con una spiccata fantasia. Le sue passioni sono i fossili, i libri e sognare cosa farà da grande.

Su un quaderno scrive il diario delle sue vacanze in colonia nell’estate del 1979 e ci racconta dei suoi giochi e delle sue noie, del suo entusiasmo e delle sue paure, dei suoi amici a volte veri e a volte immaginari.

Fa così le proprie scoperte, ora nel mondo reale, ora in un suo mondo inventato. Con la memoria confusa di chi è distratto dall’abitare più mondi

Giorno dopo giorno racconterà quello che è un crescendo di episodi misteriosi e ambigui tanto da diventare complicato, anche per Fabio, capire se quanto scrive sia davvero accaduto o sia frutto della sua fantasia. Perché spesso siamo portati a negare l’esistenza di ciò che ci spaventa.

“È uno scemo” dicono alcuni di lui. “È un genio” dicono altri.

Di una cosa Fabio è convinto: alcuni bambini ospiti della colonia sono scomparsi. Anche se tutti lo negano.

Pagine: 367
Editore EpiKa Edizioni
Prezzo: 18,00 euro
Voto: 3,5/5

Recensione:

Il romanzo di Antonio è di tipo epistolare, racconta la storia di un bambino di dieci anni, Fabio, quando sarà costretto ad andare in colonia dai genitori, scriverà un diario appositamente per raccontare le sue giornate.

Caro diario,

tu lo senti il mi orespiro?

Le persone respirano sempre, tutti i giorni. Se non respirano, muoiono.

Fabio ama leggere un libro al giorno, è solitario sì e per questo tiene molto ai suoi amici immaginari.

Durante la lettura, pressoché scorrevole, l’autore ci fornisce una serie di informazioni tali da far sorgere nel lettore molte domande. Una delle tante è: come mai scompaiono così nel nulla i bambini ma nessuno ne parla? Sarà correlata alla presenza di tutte quelle lucciole di notte? 

Il romanzo è ben scritto, come detto in precedenza l’autore è molto bravo a lasciare indizi che non sa il lettore se sono reali o servono solo a distogliere l’attenzione e far sì che il lettore sia in grado di cogliere la realtà e la verità da ciò che invece è falso e irreale. Il continuo stato di incertezza però non è stata di mio gusto, avrei preferito qualche certezza in più, un leggero cambio di rotta per non perdere l’attenzione pagina dopo pagina.

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