Recensione: 

Eleanor Oliphant sta benissimo

 di Gail Honeyman



Buongiorno cari lettori! Oggi parliamo di un libro che non mi ha propriamente colpito! Ho  sentito a riguardo pareri discordanti, ma scorrete l’articolo per sapere cosa ne penso a riguardo.


Trama:

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.


Editore: Garzanti
Pagine: 352
Prezzo: Cartaceo 5,00 euro, Audiolibro,
Ebook 9,99
Voto: 🌟🌟🌟

Recensione:

Leggere questo romanzo è stato per me a tratti frustrante, nonostante alcuni passi mi sono piaciuti particolarmente, l’ho trovato molto altalenante. Alcuni capitoli scorrevano molto bene, altri invece così pesanti da voler abbandonare la lettura. A volte capita, in un romanzo a non avere un buon ritmo a tutti i capitoli, ma quando capita, non è il massimo per un lettore.

La storia di Eleanor può essere adattata a molte di noi donne, è una persona normale, senza segni particolari, un aspetto fisico normale, che non ha molte ambizioni ma desidera solo rimanere nella sua normalità. E’ una donna che vive di routine, scandisce ogni minuto della sua giornata. Laureata e con un lavoro da nove anni in un agenzia di graphic design.

Dopo aver lavato i piatti, leggo un libro, o qualche volta guardo la televisione se quel giorno c’è un programma consigliato dal <>. Il mercoledì sera solitamente – be’, sempre- parlo con mia mamma per un quarto d’ora circa.

La chiamata con la madre ogni mercoledì alla solita ora è uno dei punti nevralgici del romanzo, dal rapporto con la mamma, che è agli arresti domiciliari e per questo non può sentirla più di quindici minuti, si comprende molto meglio il personaggio un po’ strambo di Eleanor. La madre non è tra le più tenere e dolci, ma le sue parole sono spesso velenose, dolorose e soprattutto cattive.

La vita abitudinaria viene stravolta, l’uomo perfetto, o almeno così si pensa incontrato ad un concerto. Questo uomo nella vita di Eleanor farà sì, che la nostra protagonista che vive nella normalità, inizi a pensare a quei piccoli accorgimenti necessari per prendersi cura di sé stessa e venire così amata. Ma quanto può essere giusto cambiare tutto per qualcuno? Dovrebbe partire tutto da noi prima.

E’ una lettura tutto sommato poco pretenziosa, ha un buon contenuto che a volte però si perde nei meandri delle pagine. Verrete sballottolati da forti momenti empatici e altri noiosi. Una protagonista con un grande potenziale che prende tridimensionalità a metà del romanzo. Adatto a chi però, che come me amano i romanzi che non tutto è spiegato, lasciando spazio all’immaginazione.

Sul mio cuore ci sono cicatrici altrettanto spesse e deturpanti di quelle che ho in viso. So che ci sono. Spero che resti un po’ di tessuto integro, una chiazza attraverso la quale l’amore possa penetrare e defluire. Lo spero.

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