Buongiorno cari lettori, oggi vi vorrei parlare di un libro di poesie alternate a piccoli momenti di prosa di Mattia Ollerongis “Ti stavo pensando”.

L’amore confonde, illude, manipola, ferisce, delude. E Greta lo sa bene. Quando Simone decide che tra loro è finita, il dolore la travolge e niente sembra poterla consolare, nemmeno le parole vuote delle amiche di sempre che la rivogliono allegra e spensierata. Ma non c’è un tempo per rinascere, non c’è un modo universale per guarire, ciascuno ha il suo. E quello di Greta ha un nome: Matteo. I due frequentano la stessa università ma s’incontrano per caso, nel bar in cui lei lavora, e da quel momento la vita cambia per entrambi. Con delicatezza, Matteo si fa spazio nel cuore di Greta e le offre una spalla su cui piangere, ascoltandola come nessun altro aveva mai fatto prima di allora. Mentre lui la sorprende con la sua silenziosa vicinanza, lei lo incanta con il suo sorriso che lo fa sentire leggero e spensierato. Ben presto però Greta, sempre alla ricerca del perfetto equilibrio, s’imbatterà di nuovo nell’ennesimo terremoto: Simone sembra essere tornato e Matteo nasconde qualcosa che agli occhi di lei pare un tradimento. Non tutti gli amori sono destinati a resistere a tutto: per alcuni, due cuori che battono all’unisono non sono abbastanza; per alcuni, bisogna vincere le paure per non precipitare.
Copertina rigida: 194 pagine
Editore: Sperling & Kupfer
 (19 novembre 2019)
Collana: Parole
Prezzo: 3,99 cartaceo/ 1,99 ebook
Voto: 🌟🌟🌟🌠🌠


La testa non si piega 
certe cose 
che solo il cuore sa.

Ecco, questa poesia penso racchiuda un po’ tutto quello che succede in questo libro.

Abbiamo assodato che non si tratta di un romanzo in prosa, eppure in alcuni punti è presente, abbiamo detto che è una raccolta di poesie ma non tutte sembrano esserlo, alla fine questo libro cos’è? 
E’ l’amore, visto dagli occhi di Lei, Greta, Lui, Matteo e un possibile futuro composto da lei più lui, un loro con un punto interrogativo sulla pagina che lascia al lettore quell’agitazione febbrile di voler sapere cosa succede.
Non pensare di essere in errore solo perché non sai dire addio come tutti gli altri

Nonostante la scrittura in versi è chiaro il lavoro di Mattia, una prosa rivisitata, dialoghi che prendevano le forme di poesie, paure, amori, amicizie, passato, presente e futuro che continua ad intrecciarsi. 


Non è facile parlare di amori finiti, di porte sbattute davanti a cuori troppo sensibili che sentono come un continuo eco quel rumore del cuore che si crepa.
Non è facile parlare di amori finiti perché secondo me non finiscono mai, continuiamo a vivere, il nostro cuore continuerà a battere anche solo un battito per quella persone, quelle persone. Perché non basta cancellare un numero di telefono per non avere la tentazione di chiamarlo, non è cancellando una foto che si dimentica il volto della persona amata.

 “Le chiamano mancanze 
perché 
la morte dell’animo 
sembrava indelicato 
come nome” 
Poi però quando chiudi il cuore in cassaforte, getti la chiave e ti riprometti di non amare più per non soffrire ecco che arriva qualcuno che la scassina. Non si può fare niente, l’amore è prepotente. Così Greta inizia a conoscere Matteo, un ragazzo della sua stessa università, anche lui nella sua parte di storia racconterà del suo cuore spezzato e del rimedio trovato negli occhi di un’altra. 
“Meriti di svegliarti 
e di sorridere 
senza motivo 
e soprattutto 
senza l’ansia 
di perderlo” 
Ma questo lo meritiamo tutti, le poesie di Mattia che raccontano la loro storia parla anche di noi tutti, involontariamente ci mette davanti la verità, quello che ci meritiamo, quello che potremmo avere o che già abbiamo e non lo sappiamo tenere.

Con un susseguirsi di poesie, parole che ti carezzano e dopo ti trapassano il cuore. Si arriva alla fine, che poi a mio parere una fine a questo libro non c’è, continua, possiamo continuarlo noi con le nostre scelte, il nostro amore. Per questo vi consiglio questo libro e vi lascio con una frase che la ripeto ormai ogni giorno:

“Sii la tua favola. 
Tutto andrà bene”

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