Buongiorno cari lettori, l’autrice Elisa Venticinque in gara per la campagna di bookabook per pubblicare il suo romanzo “Storia di chi ama sottovoce” mi aveva chiesto di leggere il romanzo tempo fa. In questo periodo purtroppo mettermi a leggere anche cinque minuti mi risulta impossibile.

Vi lascio il link che riconduce al sito per acquistare la vostra copia:
https://bookabook.it/libri/dimmi-non-paura/


Innamorarsi del proprio migliore amico? È capitato a molti. Le cose si complicano se tu ti chiami Edoardo e lui Matteo. Edoardo ha 18 anni, una famiglia che cammina sul filo del rasoio di cui tenere insieme i pezzi e un segreto che gli lacera l’anima. Vorrebbe sparire, togliersi dalla mente tutte quelle volte in cui ha sognato di prendere il bel viso del suo amico di sempre per schioccargli un bacio, ma non può. Vorrebbe urlarlo al mondo intero, ma quanto può essere confortevole il silenzio? Proprio quando la decisione sembra essere stata presa, nella vita di Edoardo un grande ritorno porta scompiglio: è Sofia, la sua ex ragazza, quella che pensava di aver dimenticato. Tra momenti pieni di tensione e rivelazioni scomode, Edoardo si troverà al centro di una scelta che non credeva minimamente possibile: fa più paura rischiare o fare un passo indietro? Una storia che parla d’amore perché non saprebbe fare altrimenti e di quanto possa essere spaventoso ammettere chi siamo davvero.
Perché ho scritto questo libro?
Ho scritto questo libro perché i racconti avevano iniziato a starmi stretti e sentivo il bisogno di costruire dei personaggi tutti miei. L’ho scritto a più riprese, togliendo e aggiungendo, ma con un solo proposito: permettere a qualcuno, chissà dove, di riconoscersi in una storia non semplice. Una storia spigolosa, che mi assomiglia e che potrebbe dare a qualcuno il coraggio di essere sé stesso, senza maschere. L’ho scritto per ricordarmi di chi sono stata quando niente sembrava andar bene.

Prezzo: Cartaceo 16,00 euro
Digitale 6,99 euro
Voto: 🌟🌟🌟🌟





Citazione preferita: “Quando lei scoppia a ridere, io scoppio a vivere”


Amare fa male, diffidate da chi vi dice il contrario. Essere innamorati di chi il mondo dice di non dover amare, poi, è un altro grandissimo problema. Il romanzo di Elisa ci fa vedere la vita di Edoardo con il suo punto di vista, è disarmante a volte il mondo di vedere le cose del ragazzo, così profondo da carezzarti il viso dandoti successivamente uno schiaffo.

Edoardo è innamorato, che male c’è mi direte voi, nessuno ma non è così per tutti; lui ama il suo migliore amico Matteo, gran bel casino. Pagina dopo pagina, sin dall’inizio ci ritroviamo catapultati nel suo mondo, con quel senso di paura di mostrarsi per quello che è realmente. Baci rubati dal sonno e dall’alcool sono l’unico modo per non far perdere le speranze a Edoardo, per crederci ancora di poter dire sottovoce quello che prova.

L’amore fa paura, insomma fa tanto e poi ci fa sentire al settimo cielo e a volte affetto lo scambiamo per lui per bisogno, necessità. E’ un po’ quello che è successo con il ritorno di Sofia, la paura di mostrarsi per quello che è realmente, ha lasciato che quel sentimento d’affetto gli montasse dentro tanto da fargli credere che fosse la cosa giusta da fare, amare, come è “normale” fare una donna.

La situazione familiare di Edo non è delle migliori e quando leggevo alcuni passi avevo le lacrime agli occhi. In un primo momento lo ammetto, l’ho trovato stereotipato, il solito cliché ma vedendo con gli occhi di Edoardo, con la scrittura tagliente di Elisa ha creato un’atmosfera perfetta per finire un pacchetto di fazzoletti.

Capitolo dopo capitolo però le lacrime non si fermeranno, ve lo assicuro, è uno di quei libri che dopo averlo finito ti lascerà per giorni un senso di inquietudine ancorata al petto, chiedendoci perché le persone, nel 2020 sono così retrograde, chiuse di mente, cattive…

Il finale è da far venire i brividi, forse un po’ me lo aspettavo da come si stava sviluppando la storia ma è stata comunque una pugnalata al cuore.

Il romanzo di Elisa non parla solo d’amore, parla di adolescenza, paura di essere noi stessi per paura degli altri, accettare la “normalità” per non essere bersaglio, l’amicizia. Tutto questo è Storia di chi ama sottovoce, però voi per favore, urlate.

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