Buongiorno cari lettori, l’attesa è finita, oggi esce il romanzo di Letizia Frosi “Una folle estate d’amore” edito buckfast. 



 Come Cristiana Ferreri fosse passata da vergine di ferro a sgualdrina del paese era un mistero per tutti. Per lei ancora di più. All’inizio di agosto era una ragazzina romantica che tremava solo all’avvicinarsi del ragazzo che le piaceva, Fabrizio. Un mese dopo, in un afoso lunedì di mercato, tutta Caluso commentava il fattaccio del momento: la nipote di nonno Alberto era stata sorpresa a letto con Davide, ubriaca, dalla fidanzata di lui, Sonia la pettinatrice. Ma non la nipote più giovane, la tremenda e provocante Isotta che l’aveva fatto capitolare ai suoi piedi con uno schiocco di dita, ma la più grande, quella specie di suora votata al martirio interiore di Cristiana, quella che poche settimane prima si aggirava per il paese un po’ piagnucolando per Fabrizio, un po’ accompagnata come una vergine pudica da quel bell’avvocato di Ivrea. Nonno Alberto e nonna Luisa non avevano più parole, erano in grande imbarazzo e studiavano una fuga rocambolesca da quel piccolo paese linguacciuto, mentre zio Gabriele faceva le valigie in fretta e furia per scappare a Parigi da Justine: non ne voleva più sapere niente delle sue tre tremende nipoti fino all’estate successiva.”

Pagine: 230
Editore: Buck Fast
Prezzo: 15,00 euro
Formato: Cartaceo
Voto: 🌟🌟🌠🌠





Non so esattamente come parlare di questo romanzo, ho fatto una gran fatica a leggerlo tutto.
Dalla trama, che scopriremo solo successivamente che si tratta di una parte del romanzo si pensa che il fil rouge che lega “Una folle estate d’amore” sia la vita di Cristina, diciamo che ci fornisce anche molto sulla storia, così da non essere poi così sorpresi una volta arrivato al momento clou.

Il romanzo è scritto in terza persona, il narratore è onnisciente, a volte anche troppo, poiché si viene catapultati subito nella vita di queste tre cugine, Rachele, Isotta e Cristina, nel bene e nel male ci viene narrato tutto di loro, anche di sotto trame che messe all’inizio confondono un po’ il lettore, o quantomeno me. Ho fatto molta fatica a seguire i vari capitoli tanto da doverli leggere un paio di volte nonostante la buona scorrevolezza. 

Le descrizioni inoltre sono appena accennate e non mi hanno aiutato a decifrare in toto l’ambientazione e i personaggi, a volte ero d’accordo con il loro nonno che le definiva: “oche”; quelle che c’erano invece le ho trovate troppo il là con i capitoli, avrei preferito una base più solida su cui fondare tutto il romanzo. 

Diciamo che sono riuscita ad apprezzare molto di più il romanzo verso il capitolo dieci/tredici, tutto iniziava ad avere forma, non vedevo sbiadito e si parlava sempre e solo di Cristina, niente sotto trame, niente che potesse crearmi confusione. 
Infatti gli ultimi capitoli, apprezzando anche la brevità, sono riusciti a catturarmi, a cercare di immaginare come sarebbe finita la storia tra Cristina e il nostro Fabrizio.

Una cosa che mi ha lasciata inoltre senza parole è stato il finale, mi aspettavo alcuni capitoli di più, magari un epilogo, qualcosa del genere, invece niente. Non ho ancora capito se è stata una cosa che mi è piaciuta o era più un nì.

Tutto sommato è un romanzo che si legge abbastanza bene, scorrevole, a volte ti fa sorridere, il mio personaggio preferito è in assoluto il nonno! Se volete passare qualche ora in compagnia di un libro con poche pretese, fa per voi.

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