Buongiorno cari lettori, oggi recensione di uno dei miei autori preferiti, Alessandro Baricco. Non leggevo un suo romanzo da non so quanto tempo, lo avevo trascurato dopo la lettura del saggio The Game che ho iniziato più volte di leggerlo per trovare il momento giusto. Quando ho acquistato dei libri su libraccio ho pensato di acquistare uno dei romanzo che mi mancano dell’autore e mi sono imbattuta in “Senza sangue”.


Manuel Roca e i suoi due figli vivono in una vecchia fattoria isolata nella campagna. Un giorno quattro uomini su una vecchia Mercedes imboccano la strada polverosa che conduce alla loro casa. Come se stesse aspettando da sempre questo momento, Manuel Roca non perde un attimo e chiama a sé i due figli. Qualcosa di terribile e indescrivibile sta per accadere; qualcosa che sconvolgerà irrimediabilmente la vita di tutti, soprattutto quella della piccola Nina.


Editore: Feltrinelli
Pagine: 90
Prezzo:
7,50 euro
Voto:🌟🌟🌟🌟


Citazione: -Lei non è cieco- disse 
-Prego? L’uomo si mise a ridere – No, non lo sono-
 -E’ curioso…-
Il primo libro letto di Baricco fu Oceano mare, uno dei miei libri preferiti, letto e riletto così tante volte da avere la nausea o citare interi capitoli a memoria. Dopo di questo ne lessi altri, nessuno però che mi arrivò dritto al cuore come il primo. Lasciai stare, pensai che forse non era più il momento di leggere i suoi romanzi, di leggere altro. 
Poi un giorno, durante uno dei miei ordini su Libraccio trovai “Senza Sangue” senza leggere nemmeno la trama lo misi subito nel carrello. E’ questo quello che fanno i tuoi autori preferiti, acquisti i loro libri senza nemmeno leggere la prima pagina, un estratto, la trama, vai a occhi chiusi, fidandoti. 
Ecco, è successo questo, dopo tanto mi sono ritrovata con un romanzo di Baricco tra le mani. Lo lessi in un pomeriggio, con un piccolo sorriso sulle labbra, catturata dalla sua scrittura e gli occhi che si muovevano svelti sulle pagine. 
La prima parte del racconto è crudo, violento, chiudi gli occhi e speri che finisca presto. Un climax di orrore, paura, sangue che scorre nelle vene e sulle pareti. Una carneficina, una famiglia stroncata.
La seconda parte del racconto invece prende la dicotomia tra bene e male, perdono e vendetta, vittima  e carnefice e le mischia, non c’è più un netto confine. Tutto è relativo, offuscato. La seconda parte è il vero cuore del racconto, quello che ti resta dentro, le ultime pagine ti riempiono la mente di domande e sei confuso, non sai come potrà reagire Nina.
Una piega inaspettata il finale, che come sempre mi ha lasciata senza parole.
Con questo romanzo Baricco ha raccontato una strage e di come la vendetta vada servita fredda, se non ghiacciata ma allo stesso tempo di non farsi accecare dall’odio, di ragionare, di sperare e di amare. 

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