Buongiorno lettori oggi ultima tappa del nostro blog tour poiché domani esce il romanzo di Debora “Bagnati dalla stessa pioggia”. Per questo vi lascio un ultimo estratto!
«Ehi!».
Sussulto e allontanandomi dalla ringhiera noto qualcuno venire verso di me. Scopro il suo viso solo quando, a pochi metri di distanza, viene illuminato dalla luce fioca di un lampione.
«Ehi» esclamo di rimando, osservando il suo volto contratto e il respiro affannato.
«Cosa diavolo ti salta in mente?» ansima, alzando lievemente la voce e stringendo i pugni.
Noto immediata le sue nocche sbiancare. «Di cosa parli?» chiedo, confusa, e compio un passo verso di lui che di riflesso ne compie uno all’indietro, «cos’hai?».
«Organizzarmi il matrimonio? Davvero? Come può esserti passata per l’anticamera del cervello quest’idea?» chiede allibito, rivolgendomi uno sguardo glaciale.
Sbatto le palpebre costernata dalla freddezza dei suoi occhi.
«Tu l’hai fatto apposta» sentenzia, puntandomi un dito contro, «tu…».
Dilato le pupille sorpresa da questo attacco d’ira ingiustificato. Arrivare a pensare che io abbia volutamente intromettermi nella sua vita e riaprire da sola vecchie ferite mai marginate è da pazzi.
«È stata la tua ragazza a cercarmi» affermo, difendendomi, «è stato tutto un malinteso».
«E tu hai accettato? Come hai potuto accettare?» urla, venendomi incontro.
Il suo viso è così vicino al mio che noto le vene della fronte gonfiarsi, le sue labbra vacillare dalla rabbia, il suo respiro caldo sfiorarmi il volto.
Tremo per l’irruenza della sua voce e la fierezza del suo corpo. Un nodo mi si pianta in gola mentre gli occhi iniziano a inumidirsi, «i-io… non…».
«Tu cosa?». Ingoio saliva a grandi quantità e l’aria si azzera. «Tu cosa Meghan?» sbraita, scuotendo il mio braccio così forte da farmi male.
«Tu non le hai detto nulla di me. Lei non sa nulla di me, di noi» sbotto, urlando a mia volta mentre lacrime precipitano incontrollate dai miei occhi, «non avevo idea di chi fosse e quando l’ho scoperto era già tardi» 
mi libero dalla sua stretta con uno strattone e faccio qualche passo all’indietro, allontanandomi.
«E non potevi semplicemente dirle di no?» domanda, massaggiandosi le tempie. «Come fai a convivere con questa situazione, Meghan? Io la vivo da un paio d’ore e già mi opprime» fa dei respiri profondi 
e cerca di calmarsi, «tu, Dio santo… tu mi hai mai amato, Meghan?».
Spalanco la bocca incredula. I suoi occhi mi scavano nel profondo.
«Metti in dubbio quello che c’è stato fra noi, Colin? Non sono io quella che fra tre mesi andrà su un fottuto altare».

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