Buongiorno a tutti cari lettori, oggi vi parlo di un libro che non mi ha fatto togliere gli occhi dal foglio! Parlo di “James Biancospino e le sette pietre magiche”, di Simone Chialchia che ringrazio davvero per la copia e per le belle parole spese per la dedica.






  • Copertina flessibile: 310 pagine 
  • Prezzo: 14,90 euro
  • Formato Kindle 1,49 euro
  • Editore: Aporema Edizioni (31 luglio 2018)
  • Collana: Aporema Edizioni
  • Lingua: Italiano
  • Voto: 🌟🌟🌟🌠🌠



𝔗𝔯𝔞𝔪𝔞:

Agli albori del XVI secolo l’eterna lotta tra il Bene e il Male non si svolge solo con spade e pugnali, ma anche attraverso il dominio di antiche e misteriose pietre magiche: la vittoria arriderà a chi si dimostrerà più abile nel controllarne l’arcano potere. James Biancospino, un timido ragazzo del terzo millennio, si trova suo malgrado coinvolto nella guerra senza esclusione di colpi tra la Confraternita della Luce e la terrificante setta degli Oscuri. Attraverso viaggi avventurosi e mirabolanti battaglie, James scopre un po’ alla volta il valore di parole come onore, dovere, coraggio, sacrificio, amicizia e amore, che doneranno un nuovo senso alla sua vita.

𝕻𝖎𝖈𝖈𝖔𝖑𝖆 𝖎𝖓𝖙𝖊𝖗𝖛𝖎𝖘𝖙𝖆 𝖆𝖑𝖑’𝖆𝖚𝖙𝖔𝖗𝖊:


1) L’ispirazione è arrivata portando a passeggio il tuo cagnolino, raccontaci cosa è successo.

Era un limpido pomeriggio di dicembre di qualche anno fa. Decisi di approfittare del bel tempo per fare una passeggiata col cane. Andammo lungo le sponde del Natisone e nel momento in cui raccolsi un sasso per lanciarglielo ebbi come un’illuminazione. La storia prese vita nel giro di qualche giorno e dopo tre mesi avevo già finito di scrivere la prima stesura. Sono rimasto così colpito da questo avvenimento da riportarlo nel libro.

2) Hai usato libri per documentarti sul o cercando online?

Siccome dovevo incastrare la mia storia con gli accadimenti effettivi dell’epoca in cui è ambientata l’avventura ho studiato parecchio prima di mettermi a scrivere. Tutti i personaggi storici, le ambientazioni, persino i modi di dire, i costumi, i cibi e le usanze sono state riportare con cura non lasciando nulla al caso.
Oltre ai libri di storia mi sono cimentato anche con diversi lapidari per attribuire alle pietre il giusto potere.

3) Ti sei ispirato a qualcuno in particolare per la creazione e struttura della storia?

In realtà no. Sapevo già dove volevo arrivare per cui si è trattato solo di dare corpo allo scheletro che avevo pensato. Non so se si possa parlare di struttura, mi sono lasciato letteralmente trasportare dalle emozioni del momento. Per cui si sono create alcune digressioni non programmate ma che nel complesso davano più ritmo e sostanza all’intera vicenda.

4) Qual è il personaggio più difficile scritto in “James Biancospino e le sette pietre magiche?”

Molte sono le personalità che James incontra lungo il suo cammino. Ci sono quelle con spessore maggiore e quelle secondarie. Non parlerei tanto di difficoltà, ma bensì di adeguatezza. Ho voluto rendere verosimile e in qualche modo credibile ogni personaggi prendendo spunto dalla vita di tutti i giorni. Forse, ma te lo dico adesso che sto terminando di scrivere il terzo libro il più difficile da gestire è proprio James. È cresciuto e cambiato così tanto che in certi frangenti mi sono sentito incapace di governarlo, come se decidesse lui cosa fare.


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Il romanzo di Simone non è solo un fantasy, ha delle sfumature dark, gotiche e storiche; è così difficile designarlo in un solo genere.
Ci sono riferimenti al 1500 con le varie lotte, re, possedimenti, armi (ad esempio l’arma introdotta proprio in quegli anni anche se avrei voluto una precisazione su quale tipo di pistola fosse, poiché siamo ben lontani dalla moderna arma da fuoco), anche cibo che non vengono precisati i nomi o gli intrugli ma rendono l’idea di essere in un epoca lontana, dove tutto è naturale, raccolto e mangiato, tutto senza uso di sostanze chimiche.

Per questa recensione ho preso un sacco di appunti, mi sono fermata un sacco di volte durante la lettura per ricercare alcuni termini che non conoscevo e che servivano seppur in parte alla comprensione del romanzo.
Per questo, a causa di queste piccoli stop forzati, la lettura è andata un po’ a rilento, personalmente avrei gradito una piccola nota a piè di pagina o una spiegazione da parte dell’autore non solo segnalarla in corsivo così da potersi soffermare.

Tutte le spiegazioni e precisazioni che ci sono a fine libro mi sarebbero piaciute durante la lettura, magari con esempi di immagini delle pietre con le rune e le loro definizioni.

Gli elementi che contraddistinguono questo libro da altri milioni a mio parere è il mappazzone di strumenti magici, rune, pietre e altro. L’utilizzo di più componenti fantastiche mescolate a un ambientazione gotica e grottesca hanno reso il tutto molto più originale. L’uso del folclore, magia, buone conoscenze storiche rendono il romanzo di Simone originale, nonostante i possibili cliché.

James è un adolescente che ama i Metallica, il riferimento al gruppo sarà presente quasi in tutta la narrazione. L’incipit sembra quasi scritto in medias res per poi catapultarci invece nel mondo reale e attuale.

Ma cosa succede se a un certo punto ti ritrovi indietro nel tempo? Nel XVI secolo per l’esattezza?

James è il cosiddetto viaggiatore, incontra lungo il suo cammino, stregoni, maghi, una confraternita che si oppone agli Oscuri. La solita lotta del bene contro il male, ma in questo caso il finale, oltre ad essere sorprendente e imprevedibile, è ben strutturato,lascia qualche domanda al lettore, che sicuramente saranno spiegate nei libri successivi.

La penna di Simone è molto stimolante, le descrizioni di ambienti e soprattutto personaggi non lascia niente al caso, ad esempio quando introduce il personaggio di Teresa più o meno a pagina settanta mi è sembrato di averla davanti.

Spesso però mi sono trovata a storcere il naso, soprattutto quando c’erano i discorsi diretti con un italiano ancora volgare e forse a volte troppo vicino ai dialetti attuali.
Inserire dei personaggi che parlano un po’ la lingua inglese o francese facendo riferimento a chi possedeva quei territori mi è sembrata una buona idea, ma non del tutto, manca qualcosa, quel qualcosa è la traduzione.
Io sono diplomata in lingue e grandi problemi non ne ho avuti ma davanti a questo libro ci si può trovare una ragazza o ragazzo che ad esempio il francese non lo ha mai studiato.
Oltre questo l’alternanza di nomi “inventati” e altri molto moderni mi hanno un secondo confuso sull’epoca e ambientazione, quello che voleva fare l’autore a detta mia è la contrapposizione tra i personaggi facenti parte della Confraternita della Luce e semplici personaggi di contorno.

Il romanzo è tutto sommato scorrevole, non ti permette di distogliere lo sguardo dalle pagine e per una buona parte cambiavo la pagina con un sorriso e curiosità sul volto.



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