Buongiorno a tutti cari lettori, come state?

Finché ho la mente fresca e le poesie rimangono vivide nella mia testa scrivo la recensione del libro di Nicola Incannella “Il diario dei sentimenti”.
 E’ una raccolta di poesie alternata a pagine vuote dove lo stesso autore incita noi lettori a scrivere ciò che ci ha suscitato la precedente poesia. Personalmente non riesco a scrivere sui libri e penso anche molti di voi quindi questa parte magari  la scrivete su un post-it.

 Ringrazio Nicola per avermi inviato così in fretta la copia e anche una piccola parte inedita. Oltre questo è stato così gentile da rispondere a delle domande per farsi conoscere meglio dal suo pubblico!

Intervista:

 1) Come è nata la tua passione per la poesia? Hai mai pensato di scrivere in prosa?

 In realtà la mia non è una vera e propria passione ma un Bisogno. Con la poesia riesco a dare voce ai sentimenti più profondi e oscuri. È un punto di sfogo, una forma di alienazione da questa realtà. Per questo motivo non è una passione ma un Bisogno. Quando scrivo sto bene, mi metto a nudo di fronte ciò che sono realmente perché non sempre riusciamo a spogliarci da questa Corazza con altre persone. Forse per vergogna. Ma con noi stessi non esiste nessuna
vergogna.

Oltre ciò, sto già scrivendo in prosa. Un nuovo scritto che, con molta probabilità, sarà pubblicato ad Agosto 2020. Come la mia prima pubblicazione, sarà qualcosa di innovativo e giovanile.

2)Ti sei ispirato a poeti moderni o classici?

 No, non mi sono ispirato a nessun autore per il semplice fatto che la poesia sensibile è frutto di
esperienze personali e ciò varia da autore ad autore. Come stile ho puntato a creare un qualcosa di mio, come ho detto prima, innovativo. Un qualcosa del tutto personale.

3)Qual è il tuo momento preferito nel quale ti piace scrivere?

 Il momento preferito per dare vita alle mie poesie è sicuramente la notte.
La notte è assenza luce. Rimaniamo da soli con noi stessi senza maschere e, quindi, ho la possibilità di produrre qualcosa di sensibile molto profondo e oscuro. Infatti la maggior parte delle mie poesie hanno un inizio, all’apparenza, cupo e triste, ma un finale luminoso e pieno di vitalità. Perché anche in noi, prima o poi, la luce tornerà in qualunque momento della nostra vita.
Dopo l’inverno torna la primavera.

4) Hai deciso anche quali illustrazioni inserire nella raccolta per ogni poesia o hai affidato la tua piena fiducia all’illustratore Giuseppe Musmeci?

Tra me e Musmeci è presente molta complicità. Il Disegno veniva al mondo da sé, non aveva bisogno di particolare studio perché, quest’ultimo, è sensibile come la poesie.
Davo a Musmeci solo le poesie. Lui, dopo averle lette, elaborava il disegno. Infine ci confrontavamo.
Diciamo che l’amicizia e la complicità ha giocato un ruolo fondamentale nella creazione di tutti i disegni.

5)Qual è la poesia che più ti ha segnato?

Bhe, questa è la poesia che mi ha segnato di più. Assieme alla prima, illustrano la nascita dell’amore e allo stesso tempo anche la sua morte. Fondamentale l’utilizzo del termine “Silenzio”. La morte dell’animo che ci dà la possibilità di ascoltare il suo silenzio.
È la mia preferita proprio perché è stata scritta dopo aver ascoltato questo triste suono.

Recensione:
Voto:🌟🌟🌟🌟🌟
“La poesia è un foglio sporco di sangue. 
Bagnato dalle lacrime
versate da un cuore infranto”.

E’ così che apre questa piccola raccolta di poesie Nicola. Le illustrazioni che accompagnano le poesie in ogni pagina sono a cura di  Giuseppe  Musmeci, esse aiutano a immaginare seppur in piccola parte l’immensa profondità di ogni parola che compone la poesia, oltre questo le illustrazioni possiamo considerarle altrettanto delle poesie.

Questa raccolta agli occhi dei meno attenti potrà sembrare un insieme di frasi e parole andate a capo senza senso per accaparrarsi quel like in più sulla pagina di Instagram o di qualche social.

Oggi di certo non usiamo più le regole, dialefe, sinalefe, le rime baciate o incrociata. Non pensiamo più al bisillabo o alla parola sdrucciola. La poesia si è “evoluta” se così la vogliamo definire. L’andare a capo per alcuni senza senso, non lo è affatto, è come se si utilizzi una punteggiatura particolare, per soffermarsi o meno su una parola. 

E’ da classificarsi tra le InstaPoet?

In verità di insta-poesie ne ho lette tante e quelle di Nicola non ne fanno parte. Se si è superficiali, questo libro non fa per voi. Se non avete molta immaginazione, il libro non fa per voi. Se avete un grande cuore, lottate ogni giorno con le unghie e con i denti per un futuro, il Vostro Futuro senza se e senza ma, questo fa al caso vostro.

Da ogni parola trasuda un emozione, che sia amore o dolore. In una è stata usata la figura della rondine per indicare la libertà e l’indipendenza, non quella materiale ma quella mentale, indipendenza dal passato, dal dolore che ci ha segnato.

Inoltre Nicola usa spesso aggettivi come Buio e Tetro, non è solo una scelta stilistica per far rima, è per indicare uno stato d’animo molto più profondo. Analizziamo una delle sue poesie e ditemi se anche voi non la pensate come me.

“Come una cristallina lacrima
cascata in un tetro oceano.”

La contrapposizione tra luce (cristallina) e buio (tetro), quando si piange la lacrima appare incolore, cattura la luce e ci riga il volto, scende lungo il pendio del nostro viso e finisce sulle labbra o cade e si disperde. L’atto liberatorio di piangere è visto, a mio parere, come togliere potere al buio di oscurarci il cuore e l’anima. Una piccola stella nel cielo la si nota, così una lacrima, parlando metaforicamente. L’oceano è quello che abbiamo dentro e rigettiamo fuori arrabbiandoci, ad esempio.

La pensate come me? Per voi ha un altro significato?

Vedete?
E’ questo il bello delle sue poesie io ho pensato a tutta questa scena, forse lui pensava solo quello che ha scritto e nient altro, qualcun altro potrà vederci altro ancora. 

E’ un libro che va letto e riletto per non perdersi niente, ogni poesia ha il suo significato, il suo motivo. Le illustrazioni all’inizio stilizzate e verso la fine iniziano a diventare più dettagliate. Il perché della copertina con le rondini e i fili.
Anche alla copertina ho dato la mia interpretazione, caso volesse che sentivo mentre leggevo la canzone Rondini al guinzaglio” di Ultimo e ho pensato al significato della rondine, come dicevo prima la libertà e poi come effettivamente siamo imprigionati dal mondo stesso, dalla nostra vita, dalla routine, da noi stessi.
Come dice in una poesia Nicola a volte si deve lottare contro noi stessi. 

La poesia non va solo letta, va sentita, ascoltata, accolta. Ogni dettaglio va approfondito, una parola in poesia può non avere lo stesso significato che gli attribuiamo ogni giorno. 

Dietro a ogni parola, ogni volta che si va a capo, ogni punto, c’è un perché. Per amare la poesia dobbiamo scrutare anche nella nostra anima, scendere in profondità e scavare ancora. Non si può essere superficiali per amare le poesie di Nicola. 

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