Buongiorno a tutto il popolo nerd! Il 5 Settembre è uscito l’attesissimo secondo ed ultimo capitolo di It! Il film come sappiamo è tratto dall’omonimo libro di Stephen King, un vero e proprio mattone che ucciderebbe chiunque se lanciato ma assolutamente da leggere e avere in libreria!

It capitolo uno era uscito nel 2017 e ha attirato una grande fama e responsabilità su di sé. Come direbbe il nostro caro Ben Parker : “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. Responsabilità che sono ricadute tutte sul regista, Andrés Muschietti. Il regista ha fatto un ottimo lavoro nel primo capitolo e nel secondo, invece, mi aspettavo, non so, qualcosa di più.E’ un film da guardare, sì infatti non è proprio un brutto film è che mi aspettavo quel brivido lungo la schiena che non è mai arrivato.Si è rivelato più un film sui valori dell’amicizia e parla dell’importanza di rimanere uniti, di prendere di petto le nostre paure e sconfiggerle perché non sono altro che mostri creati dalla nostra mente.

La recensione che segue è minata da spoiler e prima di catapultarci nella cittadina di Derry allievo il tutto con Tom Hiddleston.


Il capitolo uno, parliamo del 1989, termina con la banda dei perdenti che giura di ritornare a Derry e uniti in caso It tornasse ad ammazzare bambini. Il gruppo si è disperso, ognuno ha deciso di vivere lontano da Derry e scacciare via i ricordi, tutti tranne Mike che rimane a studiare un piano per ammazzare il pagliaccio.

Siamo nel 2016 nel capitolo due, la pellicola si apre con Adrian Mellon un ragazzo omosessuale che dopo essere stato preso a pugni e calci alla fiera di Derry viene ucciso da It.Il pagliaccio è tornato in città e questo vuol dire solo una cosa che i perdenti devono ritornare.


Meglio di qualsiasi oblivion alla Harry Potter i ragazzi hanno completamente dimenticato la vita vissuta a Derry, iniziano a ricordare dopo la chiamata di Mike e quando mettono piede in città.



Il gruppo dei perdenti è riunito, ci sono tutti? No! Manca all’appello Stan interpretato da Andy Bean che decide di togliersi la vita nella vasca da bagno per evitare il ritorno di quei brutti ricordi. Qui iniziano le incongruenze con il libro. Ricordiamo che nel romanzo Stan, sì muore, ma abbiamo tutta una scena in cui la moglie lo trova nel bagno e non si spiega il perché di quel gesto. La lettera che ricevono i perdenti alla fine del film, nel libro è inesistente, una buona tecnica cinematografica per omaggiare Stan del suo sacrificio?
Dopo che Mike ha spiegato che It è tornato in città pronto ad uccidere tutti quanti i Perdenti decidono di andarsene e dopo poco ritornano solo per pararsi il fondo schiena. A detta di Beverly, che sapeva già come andava a finire tutto, ovvero con le loro morti; era meglio provare a combattere avendo il destino segnato, o sbaglio? Nel libro invece hanno un po’ più senso del dovere, rimangono per la promessa fatta da ragazzi.


Parliamo del nuovo arrivato, Ben, il bambino grassottello che ci ha fatto tanto tenerezza nel primo capitolo, ecco nel secondo ha fatto sospirare la sala pullulante di ragazze ogni volta che apriva bocca. Dolce, coraggioso e ancora molto timido. Oltre che perdutamente innamorato di Bev. Benjamin “Ben” Hanscom da adulto è interpretato da Jay Ryan (Sì, la bestia del retelling de “la bella e la bestia”). Jay Ryan non è di certo quel tipo di attore che viene scelto per la sua bravura ma per la sua presenza scenica, in questo capitolo infatti mi aspettavo un appiattimento del personaggio di Ben invece in lui è tutto invariato, è solo cresciuto.

Il cast in generale è davvero formidabile abbiamo James McAvoy nei panni di Bill Denbrough che mette i brividi, ho amato tutte le sue interpretazioni nei diversi film ma in questo davvero penso che abbia superato se stesso. Quando inizia la balbuzia data anche dalla paura mi ha fatto rivedere il bambino che era nel capitolo uno. Mi ha fatto venire un senso di nostalgia.
Jessica Chastain  è Beverly “Bev” Marsh, è stato dato poco spazio a mio parere a Bev nel film, nel libro ci sono molte più scene che spiegano il rapporto con Tom, suo marito che è violento con lei e dopo la sua fuga per andare a Derry tortura la migliore amica per farsi dire dove è sua moglie. Il risvolto di Tom nel romanzo è molto triste e cupo, diventa un po’ il fantoccio di It e poi viene ucciso da lui stesso. Introdurlo nel film forse avrebbe appesantito il tutto. I suoi continui occhi a cuoricino per Bill che pensa sia l’autore della poesia Brace d’inverno, i tuoi capelli, dove il mio cuore brucia” sono ben presto catturati dal vero autore della poesia il nostro nuovo arrivato, Ben. Niente da togliere a McAvoy ma dai! Parliamo di Ryan!

 

Bill Hader è Richard “Richie” Tozier è stato uno dei personaggi che ho amato di più in questo film, nel libro non si accenna  a una presunta omosessualità  anzi si dichiarava fortemente eterosessuale. Nel film tutto è accentuato e vago da lui che incide le sue iniziali e  quelle di Eddie su una panchina. Oltre questi momenti nonostante la sua vena ironica e spesso poco carina nei confronti del gruppo si è rivelato un vero amico, pronto a tutto.

Citando il nostro caro  Edward “Eddie” Kaspbrak interpretato da James Randone non posso dire altro che la morte di questo personaggio aveva già creato una ferita nel mio cuore nel romanzo riviverlo anche se sono state apportate delle modifiche alla scena, ha riaperto una ferita. Quando Eddie incontra It nella cantina della farmacia (gli occhi dei più attenti avranno notato un personaggio che rovistava tra gli scaffali e sì era proprio Muschietti) è più o meno la stessa scena presente nel libro! Eddi è sempre stato quello più pauroso, codardo ma in questa parte del film si è saputo riscattare più di una volta, nonostante la paura spesso lo ha fatto dubitare e immobilizzare, è stato il più umano di tutti a mio parere. 

Infine parliamo di Isaiah Mustafa ovvero Michael “Mike” Hanlon è stato marginale il suo ruolo. Lui ha chiamato all’appello i perdenti e sono riusciti a praticare il rito di Chun ma il tutto si è rivelato  un fiasco (il rito era stato già utilizzato dal gruppo da bambini) E’ stato graziato forse dalla sceneggiatura perché nel libro lui non doveva nemmeno partecipare al rito per colpa di una ferita fatta da Henry Bowers, lo psicopatico biondo che invece ha colpito Eddie.In questo secondo capitolo ci sono state molte scene con dei personaggi a noi  noti, c’è stata la scena del giovane Muschietti e quella invece dello steso scrittore che interpretava un negoziante (quello che ha venduto la bici a Bill). 

Il cameo di Stephen King è stato azzeccatissimo e la battuta fatta a Bill sul finale orrendo dei suoi romanzi è come riflesso a se stesso, infatti anche lui è stato criticato per i suoi finali.Oltre alle facce note abbiamo alcune che forse non abbiamo notato, ci sono stati dei volti già apparsi nella prima e originale pellicola di Pennywise. (Ammetto però di non averli riconosciuti subito e faccio fatica anche a ricordare i nomi)


Ora vorrei lasciarvi con il protagonista indiscusso del film che in questa pellicola ha avuto poco spazio. It. Bill Skargard, l’attore che interpreta il pagliaccio ballerino nella prima pellicola aveva un ruolo principale, la sua bravura è da far accapponare la pelle! 

Nel secondo capitolo purtroppo è stato messo sullo sfondo nonostante alcune scene davvero spaventose e strepitose allo stesso tempo, quando Bev è a casa della vecchia signora che scopre essere “figlia di it” possiamo vedere la nascita del pagliaccio e un Bill Skasgard che con le unghie si recide la carne del viso riproducendo quella cicatrice rossa sul volto.


 I dettagli sono tutto e ho amato tantissimo l’occhio sinistro leggermente storto. O della foto dove si mostra da umano nella casa della vecchia signora, questo dettaglio ha dato la possibilità allo spettatore di ricordarsi che tutte le paure sono umane, siamo noi che le creiamo e siamo noi che possiamo sconfiggerle. Infatti It è la paura personificata. Alla fine quando nel film non riescono a catturare it con il rito e di conseguenza non c’è nessuna Tartaruga che si oppone al male. Infatti nel romanzo ricordiamo la storia di come Maturin e It siano arrivati sulla terra insieme e della continua lotta tra il bene e il male.

 I perdenti invece cercano di sconfiggerlo rimpicciolendolo dopo aver mostrato la sua vera forma. Nonostante il pronome neutro IT nel corso del romanzo si viene a conoscenza sia una femmina, infatti quando mostra la sua vera forma ovvero di un ragno gigante si viene a scoprire che ha depositato delle uova. Nel libro la trasformazione in ragno è completa mentre nel film mantiene il viso da pagliaccio.


Voto:🌟🌟🌟,🌠/5


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