Buongiorno dipendenti dalle serie tv! Oggi parliamo di Tredici una serie tv targata Netflix che a mio parere doveva finire con la prima stagione.
Tredici è tratto dal libro omonimo di Jay Asher, ma lo scrittore aveva dato vita solo alla prima stagione di Tredici e non alla seconda a mio parere davvero insensata e alla terza che cerca di recuperare il salvabile.

Inizialmente la serie tv ha riscosso un certo successo, ha fatto parlare molto di sé per i vari argomenti molto delicati trattati, a mio parere era una serie tv necessaria alla sensibilizzazione degli adolescenti (e non solo) sui problemi della depressione, bullismo, stupro, autolesionismo e altri temi come la droga, gravidanze che affrontano le ragazze minorenni e molto altro.
Per questo motivo darei il massimo voto per questa serie tv, ma pian piano sono caduti nel baratro, generalizzando, stereotipando i ragazzi gay ad esempio, scrivendo dialoghi davvero orribili, cercando di scrivere una trama e uno story line decente e acchiappa fan, ma nella seconda stagione non ci sono riusciti, infatti alle volte avrei voluto prendere a testate la scrivania per gli orrori della seconda stagione e per questo ero molto prevenuta sulla terza.

La terza stagione si apre con la scomparsa/omicidio di Bryce Walker, lo sapevamo già dal trailer cosa sarebbe successo, è stata una buona strategia di accalappiare clienti suscitando in loro curiosità.

Questa prima parte della recensione sarà senza spoiler farò il quadro della situazione della terza stagione e poi avviserò per la recensione con spoiler.
Procediamo per gradi, le prime puntate mi sono sembrate davvero lunghe e insensate, cinquanta minuti di brodaglia annacquata per fare in modo di rientrare nei tredici episodi.
Come al solito tutti sospettano di tutti, l’amicizia può andare a farsi benedire così come l’etica e la morale. 
Per quale motivo Ani, la nuova arrivata spara a zero sui ragazzi della Liberty High? Come fa a conoscere ogni segreto, ogni cosa su tutti i ragazzi? 
Sbaglio o nessuno doveva sapere dei casini che avevano fatto e coperto le loro tracce? E poi arriva una ragazza nuova e senza nemmeno conoscerla le dicono tutto quanto?
In ogni puntata sono riusciti a creare quella tensione necessaria per continuare a guardare la serie che altrimenti avrei chiuso dopo cinque minuti, sono stati in grado di seminare indizi, alle volte depistando completamente l’osservatore.
Vorrei fare i complimenti all’intero cast che questa volta hanno fatto un lavoro eccellente, tranne a Dylan Minnette (Clay Jensen) completamente piatto, scherzo è solo che le espressioni di Clay mi fanno morire dal ridere come se non sapesse nemmeno dove si trova realmente oltre al valore del l’amicizia per lui, è l’unico che si preoccupa di tutto e di tutti mettendo non al secondo posto se stesso ma non considerandolo nemmeno.

Ecco finita la parte non spoiler.

Diamo il via allo sproloquio! a me questa stagione non è piaciuta granché ha avuto degli alti e bassi impressionanti, ci sono stati momenti in cui ho urlato ed altri invece che ho spento la televisione per la disperazione, in alcuni momenti ho pensato addirittura che il budget fosse limitato e per questo si servissero di vecchie idee e spezzoni delle puntate precedenti.

La storia di Tyler ha segnato tutti noi, non ci dimenticheremo mai quella puntata, quei minuti interminabili e vederlo felice, circondato da persone che gli vogliono bene mi ha riempito il cuore di tenerezza e gioia.

Justin sembra si sia ripreso, sembra non usi più sostanze stupefacenti e invece è ancora in quel tunnel buio che Jessica e Clay cercano di tirarlo fuori e ora c’è tutta la famiglia Jensen a sostenerlo e amarlo, le parti di Justin sono molto commoventi. Dimostrano come un ragazzo allontani tutti per non rovinarlo… 

Jessica ha uscito fuori gli attributi più di tutta la squadra di rugby della Liberty e si è messa a capo di un’esercito che farà la differenza, dando voce a chi era stato emarginato. Con dei cenni di femminismo estremo il gruppo si è rivelato compatto e un supporto per chiunque, la scena della palestra con il discorso di incoraggiamento a smettere di vivere nella paura, essere fieri di essere sopravvissuti mi ha fatto venire i brividi, forse una delle poche scene che ho amato.

Zach, lui è sempre quello indeciso, un po’ egoista che ha un cuore d’oro e lo dona alle ragazze complesse, in questo caso la ex fidanzata di Bryce, quest’ultimo nonostante cerchi di rimettersi in riga non può fare a meno di rovinare la vita altrui, distrugge durante la partita di rugby il sogno di Zach di una borsa di studio grazie allo sport.
Abbiamo visto sempre il nostro Dempsey pacato, sorridente, ma questa volta lo vediamo davvero nero! Per questo motivo lo picchia a sangue e non potete immaginare la mia gioia quando lo ha fatto. Zach è la persona che ha sofferto molto e a cui nessuno ha dato molto spazio, a mio parere.

Clay è un po’ piatto come personaggio, vive ancora nel passato e non riesce ad andare avanti, è un nerd e si farebbe mettere in prigione pur di non fare i nomi dei suoi amici. Tutti lo classificherebbero come un ottimo amico, sì è anche questo ma non tutti gli amici si metterebbero nei guai per salvare il fondo schiena a qualcuno. Clay ha salvato la vita di Tyler più volte, lo ha compreso e aiutato pur non sapendo quel grande vuoto che aveva dentro.

Ani, questo personaggio sin dall’inizio non mi ha convinto, l’ho vista una persona doppia faccia, una bugiarda cronica, un’approfittatrice! Il personaggio continua a non piacermi nonostante abbia mentito su chi avesse ucciso Bryce per salvare il sedere a tutti quanti. 

Tony, in questa terza stagione non ci è visto molto, siamo venuti a conoscenza di alcune cose importanti su di lui, l’amore per la sua famiglia, la sua riservatezza nonostante la forte amicizia con Clay, si è separato dalla sua mustang rossa per aiutare i genitori, non potete immaginare le lacrime che ho versato per quella scena, per dimostrare che i figli per i propri genitori farebbero di tutto e vice versa.

Veniamo a Bryce, nonostante sia uno stupratore, una persona orribile, violento e tutti gli aggettivi negativi che esistano sulla faccia della terra, lui cercava di cambiare, si metteva in gioco per diventare una persona migliore e forse ci stava riuscendo.

Una persona del genere non può cambiare il passato ma può creare un futuro migliore, il momento in cui ha sentito le cassette, la voglia di chiedere perdono, sono state scene molto toccanti.

Non si sarebbe mai tolto quell’appellativo da dosso ma poteva sempre aiutare, cercare di aggiustare tutti i torti che aveva fatto, il dolore che aveva causato, mi è piaciuta questa scelta di dargli un lato umano, mettergli negli occhi quel pizzico di speranza e soprattutto di avergli affiancato Ani, come per dire che non è mai troppo tardi per cambiare.

Veniamo ad Alex, è un personaggio molto complesso,  ha poca autostima e gli steroidi nella macchina di Bryce dovevano farci dubitare subito di lui oltre al fatto che cercava di rimanere nell’ombra, la rabbia che aveva dentro era incontrollabile. 
Ma chi se lo aspettava fosse stato lui? Il padre era a conoscenza del reato commesso dal figlio, lo aveva notato e lo ha coperto ugualmente, una morale da non sottovalutare, un genitore è capace di tutto pur di salvare il proprio figlio, proprio come ha fatto Tony per i genitori senza occultare prove.

Veniamo all’ultimo personaggio Montgomery, il fatto che fosse omosessuale è stata una sorpresa per molti, il fatto che scontasse per i suoi crimini era più che lecito ma infangare la sua memoria con l’accusa di omicidio mi sembra veramente troppo, nonostante sia stata a mio parere una scelta per rendere il tutto ancora più verosimile! Ho pianto un sacco per la sua morte, nonostante tutto non meritava tutto questo, un padre alcolizzato, pessimi amici, troppa rabbia in corpo.
Siamo arrivati alla fine della parte spoiler e dell’intera recensione. Questa stagione è stata un tre stelle e mezzo su cinque  ma non può andare avanti, hanno dato senso ai buchi di trama delle precedenti stagioni, hanno dato voce ai ragazzi che soffrono, invogliandoli a parlare, ma se continueranno a fare nuove stagioni finirà nel ridicolo, e tutto il lavoro fatto sarà vanificato.

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