Traduttore: Lucia Olivieri
Editore: Rizzoli
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 16 novembre 2017
Pagine: 354 p., Rilegato
Età di lettura: Young Adult
Voto: 🌟🌟/5

Buongiorno e benvenuti a un nuovo #myopinionerd, questa volta si tratta di una recensione negativa, parliamo di “Il cielo ovunque” di Jandy Nelson.

 Trama:
Lennie, 16 anni, ha sempre vissuto dietro le quinte, ben contenta di lasciare le luci dei riflettori alla sorella maggiore Bailey. Così, quando quest’ultima muore all’improvviso, Lennie si ritrova scaraventata in un mondo di cui non ha mappe né riferimenti, completamente alla deriva. Per tenere ferma la barca della vita, Lennie si rende conto di aver bisogno di cose molto diverse, praticamente opposte, che solo due persone sembrano capaci di offrirle: Toby, l’ex ragazzo di Bailey, è l’unico che capisce il suo dolore, e Joe, che si è appena trasferito in città, ha da regalarle quella energia e quella musica che lei teme di aver perso per sempre. Ma sole e luna non possono stare nello stesso cielo, e Lennie si ritroverà a dover affrontare il più antico dei dilemmi: stare accovacciati di fronte alla piccola luce di un fuoco che muore, o prendere il coraggio a due mani e alzarsi ad affrontare il buio, in cerca di una luce più grande?




#myopinionerd
La banalità e la superficialità di questo libro è disarmante, era nella wishlist da un sacco di tempo come capita a volte la copertina di un libro attrae il lettore e poi alla fine si ritrova con niente in mano se non un libro superficiale travestito da young adult. Mi dispiace tanto perché avevo un sacco di aspettative per questo romanzo, oltre ad aver letto recensioni molto positive su come scrive la Nelson.
Lennie è una ragazza completamente piatta, non ha personalità, alterna le sue giornate tra il sentire la mancanza della sorella e il gettarsi nelle braccia di chiunque. Una trama quasi inesistente, che si sviluppava in maniera artificiale, era davvero necessario scriverlo? Questa è stata la prima domanda quando ho iniziato a leggerlo ed entrare nel vivo della storia.
 L’unica cosa che un po’ mi è piaciuta sono state le pseudo poesie che scriveva ovunque e che gettava via, un tocco di leggerezza in una brodaglia di parole. 
Per la tematica narrata pensavo di avere le lacrime agli occhi sin dalle prime pagine, invece mi sono ritrovata a leggere le pagine sperando finisse il prima possibile. Un lutto scombussola la vita delle persone vicine in maniera atroce, da un momento all’altro perdi un punto di riferimento, una spalla su cui piangere, Lennie invece non sembrava vivere nel malessere totale, in un tunnel nero e senza via di fuga.  Lennie è sì una ragazzina che si è ritrovata senza sua sorella nonché migliore amica ma oltre a mettersi i vestiti di lei e scribacchiare qualcosa su ogni cosa si trovasse a tiro, non mi è sembrata così distrutta! L’arrivo di Joe come se fosse il suo faro in fondo al tunnel era una buona via di fuga per un lieto fine che potesse aggiustare la storia ma  la vicinanza di Toby, i tira e molla  rendono la narrazione forzata, veloce, una storia d’amore quasi forzata. 

Proverò a leggere altro dell’autrice, sperando che vada meglio.
Alla prossima My opinion Nerd

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